SCIENZA A SCUOLA

Esperienze scolastiche


Il lavoro scientifico di Fermi negli anni fino al 1933 si sviluppò lungo tre filoni.

Divulgativo: Fermi scrive una serie di articoli e di riassunti accessibili per attirare l'attenzione dei giovani sulla fisica moderna. Nel 1928 pubblica il testo universitario "Introduzione alla fisica atomica", venendo a coprire un vuoto nell'editoria universitaria italiana.

Fermi fu un grande maestro [] che sapeva attrarre ed affascinare i propri studenti che amava intrattenere esponendo loro in forma problematica le proprie riflessioni e i propri studi inerenti i principali temi della fisica moderna e mostrandone le modalità risolutive.

Ecco cosa dice a proposito Hans Bethe (premio Nobel per la fisica) che venne in Italia per un breve periodo presso la scuola di Fermi: "[...]Spesso, scontrandoci con problemi che non erano alla nostra portata, andavamo da Fermi per ottenerne dei consigli. Egli era sempre pronto ad aiutare. Dopo averti ascoltato attentamente, dava al tuo problema una forma totalmente diversa. A volte indicava immediatamente la soluzione, ma più spesso il problema diventava tanto facile che eri in grado di risolverlo avendo contemporaneamente la soddisfazione di farlo da solo."

Teorico: Anche se Fermi non partecipò direttamente all'elaborazione dei concetti portanti della meccanica quantistica, portò in questa fondamentali contributi. Nel 1928-29 inizia la riflessione attorno alla quantizzazione dei campi elettromagnetici e nel 1932 reintroduce secondo il proprio stile (presentazione anche degli aspetti più complessi con semplicità e rigore) alcuni concetti proposti da Dirac pubblicando l'articolo "" che fornisce le prime nozioni di teoria dei campi, e sul quale generazioni di ricercatori hanno imparato l’elettrodinamica quantistica.

Fermi dedicò inoltre una serie di lavori alla spiegazione quantitativa di molti fenomeni molecolari, legati quindi alla struttura della materia. Tali lavori furono riassunti nel testo "Molecole e cristalli" che uscì poi nel 1934.

Statistico: Nel frattempo Fermi porta avanti, nell'ambito della fisica atomica, lo studio delle applicazioni della statistica da lui introdotta. Va ricordata l'introduzione di un modello atomico che descrive gli elettroni atomici secondo la statistica suddetta. Un tale modello verrà introdotto indipendentemente dal fisico Thomas e questa descrizione dell'atomo sarà nota come modello Fermi-Thomas.

Già nel 1930 Fermi pensava che il futuro della fisica stesse nello studio della struttura del nucleo atomico e operò in modo che il gruppo da lui diretto fosse in grado di lavorare in tal senso. Fermi stesso, con l'aiuto di , si dedicò allo studio dei metodi sperimentali della ricerca nucleare e Inviò i propri collaboratori più giovani presso i maggiori centri di ricerca esteri per acquisire conoscenza su tecniche sperimentali ancora non note in Italia.

La fisica nucleare era agli inizi e molti erano ancora i problemi aperti. Il nucleo stesso era ritenuto composto da protoni e elettroni, anche se già nel 1920 Rutherford aveva avanzato l'ipotesi della presenza di una particella neutra. Proprio per fare il punto sulle questioni ancora irrisolte in fisica nucleare Fermi organizza un Congresso internazionale di fisica nucleare, che si tiene a Roma dall’11 al 17 ottobre del 1931. La presenza degli scienziati più eminenti nel campo della fisica nucleare conferisce all’evento una enorme importanza scientifica.


Segrè, Persico e Fermi al lido di Ostia


Rasetti, Fermi e Segrè in toga il giorno della laurea


Franco Rasetti