SCIENZA A SCUOLA

Esperienze scolastiche


Dalle lettere scritte all’amico è possibile ricostruire l’intensa attività di studi che Fermi porta avanti durante questi anni universitari al di fuori del curriculum universitario. 

Tra le carte di Fermi conservate a Chicago si trova un quaderno di appunti che risale all’estate del 1919 nel quale sono annotati una serie di argomenti oggetto dei suoi studi recenti. Si va dalla meccanica analitica di Hamilton e Jacobi, alla teoria di Lorentz, alla relatività ristretta, alla teoria del corpo nero di Planck.

C’è una bibliografia che contiene molti dei libri fondamentali dell’epoca, insieme a una rassegna bibliografica delle proprietà degli elementi radioattivi tratta da un libro di Rutherford. Vi si trovano anche menzionati i primi lavori di sullo spettro dell’idrogeno, certamente poco conosciuti e considerati all’epoca in Italia. 

Il giovane Fermi è un completo autodidatta e già si muove con grande sicurezza nei campi più diversi della fisica e della matematica, dando consigli all’amico Persico e suggerendogli i testi da leggere o i problemi su cui cimentarsi: "Se te lo potessi procurare faresti molto bene a vedere il trattato di meccanica razionale del Poisson che, benché un po’ antico è sempre ottimo e potresti su di esso imparare molte cose utili".

E in una lettera dell’11 dicembre scrive all’amico: "Hai finito di leggere la Thermodynamik di Planck? In quest’anno tra le altre cose mi sono dato all’industria delle dispense […] Le dispense sono di fisica sperimentale (meccanica e forse calore ed ottica) io le detto ed un altro si occupa di scriverle e di stamparle; i guadagni sono divisi a metà".


Appunti sulla radioattività


Trattato di Meccanica di Poisson