ANNI 1924-25

 

A Leyda con Ehrenfest

 

Dal settembre al dicembre del 1924 Fermi studiò a Leyda con Ehrenfest. Quest'ultimo, contribuì notevolmente al superamento della insicurezza e del provincialismo di Fermi. Fermi ebbe per tutta la vita un sentimento di profonda riconoscenza per lui.

Negli anni venti i principi fondamentali della fisica subirono una radicale trasformazione e Fermi non aveva in Italia alcuna importante figura di riferimento. Dovette quindi orientarsi da solo. Potrebbe essere anche questa una causa della tendenza di Fermi alla soluzione di problemi concreti (mostrando un'abilità sorprendente), attraverso i quali poteva valutare i risultati e gli avanzamenti del proprio lavoro.

Dice a proposito Pontecorvo: "la sua aspirazione alla concretezza, alla semplificazione, all'estrapolazione della cosa più importante è forse la caratteristica più tipica di Fermi. Quasi tutti i suoi lavori si distinguono proprio per la mancanza di astrattezza. Non è da escludersi che le caratteristiche di Fermi, pur aiutandolo nelle elaborazione di molte opere fondamentali, parallelamente gli abbiano impedito di arrivare a teorie e principi più generali".

Le sue conoscenze e abilità matematiche gli consentivano di affrontare anche i problemi più complessi. Tuttavia la matematica era per lui un mezzo e non un fine. In tutti i suoi lavori l'apparato matematico è sempre rigorosamente adeguato al problema da risolvere, evitandoli formalismi eccessivi e inutili.

L'influenza del periodo di Leida non fu particolarmente significativa. I lavori che portò a termine avrebbero potuto essere svolti anche a Roma.

Va menzionato tra gli altri il suo lavoro "Considerazioni sulla quantizzazione dei sistemi che contengono degli elementi identici", nel quale Fermi arriva a porsi il problema della ricerca di un "principio mancante" per spiegare il comportamento di particelle identiche che obbediscono alle condizioni della meccanica quantistica di Bohr-Sommerfeld.

Fermi anticipa in questo lavoro, anche senza saperlo, il principio di Pauli. Non appena il "principio di esclusione" verrà enunciato da Pauli (gennaio 1925) egli ne comprenderà immediatamente le ragioni profonde e da tale comprensione scaturirà uno dei suoi lavori più famosi sulla statistica dei gas perfetti monoatomici.

Dalla fine del 1924 fino ai primi mesi del 1926, Fermi lavora all'Università di Firenze, ad Arcetri, come Professore Incaricato di Fisica Matematica. Qui ritrova Rasetti con il quale porta avanti lavori sperimentali introducendo una metodica sconosciuta di analisi degli spettri atomici con metodi di radiofrequenze.

Nel gennaio 1925 Pauli pubblica il suo famoso articolo sul principio di esclusione e appaiono i due fondamentali lavori di Einstein sulla statistica quantistica dei gas. Nell'estate dello stesso anno Heisenberg, Born e Jordan gettano le basi della nuova meccanica quantistica, o meccanica delle matrici, che Fermi non riesce ad apprezzare trovando la formulazione troppo astratta. Fermi accetta invece rapidamente la versione di Schrödinger della meccanica ondulatoria.

Pubblica due articoli di carattere divulgativo nel "Periodico di Matematiche" una rivista diretta dal matematico Federigo Enriques e diretta agli studenti della scuola secondaria: Sui principi della teoria dei quanti (un articolo sulla nuova meccanica quantistica) [vedi approfondimento] e Sopra la teoria dei corpi solidi.

A quel tempo Fermi teneva parecchie conferenze all'Università di Roma, non essendoci un vero Seminario di Fisica. Questi articoli sono tratti da queste conferenze.

 
  • immagini

    • Dicke, Gouldsmith, Tinbergen, Ehrenfest, de Laer Kronig, Fermi a Leida

    • Fermi con Rasetti, Carrara e Brunetti a Firenze

    • Il fisico tedesco Wolfgang Pauli