SCIENZA A SCUOLA

Esperienze scolastiche


TESTIMONIANZA OCULARE DELL'ESPLOSIONE DI TRINITY

16 Luglio 1945

[da una postazione secondaria a trenta chilometri]

Ci avevano dato degli occhiali neri. Come avremmo potuto distinguere qualcosa a una distanza di trenta chilometri con gli occhiali neri? Pensai che l'unica cosa che poteva danneggiarci gli occhi erano gli ultravioletti. Mi sedetti dietro il parabrezza di un camion.

Al momento previsto ci fu un lampo tremendo, così violento che mi tuffai giù nel camion; per terra vidi una macchia viola, in realtà era soltanto un'immagine residua. Guardai in su e vidi una luce bianca che diventava gialla, e poi arancione. Si formavano nubi che sparivano subito, dovute alla compressione e all'espansione dell'onda d'urto.

S'innalzò una grossa palla arancione, con un centro brillantissimo, ondeggiò un po', divenne nerastra sui bordi, e si trasformò in un enorme pallone di fumo attraversato da lampi di fuoco, di calore.

Il passaggio dalla luce all'oscurità era avvenuto in un minuto circa, e io l'avevo visto. Sono forse l'unico ad aver davvero guardato l'esplosione, il Trinity test. Tutti gli altri portavano occhiali neri, e quelli che si trovavano a soli dieci chilometri non videro niente perché dovettero sdraiarsi a terra. Sono forse l'unico ad aver guardato davvero quell'esplosione.

Dopo un minuto e mezzo, sentii un enorme boato, poi un rombo come di tuono che mi convinse. Nessuno aveva detto una parola per tutto il tempo, guardavamo in silenzio e basta. Quel rumore fu un sollievo per tutti  e per me in particolare, perché la potenza del rumore a quella distanza voleva dire che ogni cosa aveva funzionato a dovere.

R. P. Feynmann

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Feynmann, abile suonatore di bongos, così festeggiò il successo del progetto Manhattan (image: richardfeynmann.net