SCIENZA A SCUOLA

Esperienze scolastiche


TESTIMONIANZA OCULARE DELL'ESPLOSIONE DI TRINITY

16 Luglio 1945

Ero inginocchiato tra il pilota e il copilota nel B-29 N° 384 e osservavo l'esplosione attraverso la finestra del pilota sul lato sinistro dell'aereo. Eravamo a circa 20-25 miglia dal luogo e la copertura della nube tra noi e il suolo era di circa i 7/10. Circa 30 secondi prima della detonazione la nube oscurava la nostra visuale del punto tanto da non poter vedere le fasi iniziali della palla di fuoco. Io guardavo attraverso i vetri polaroid direttamente verso la località. La mia prima sensazione fu quella di una luce intensa che copriva l'intero mio campo visivo. Ciò sembrò durare circa 1/2 secondo dopo di che notai un intenso globo color rosso arancio attraverso la nube. Parecchi secondi dopo la sua comparsa si manifestò una seconda palla sferica rossa ma è probabile che questo fenomeno apparente fosse causato dal moto dell'aereo che ci portava nella posizione dove potevamo vedere attraverso la nube direttamente la palla di fuoco che si era sviluppata nei secondi precedenti. Questa palla di fuoco sembrava avere una trama irregolare con linee nere irregolari che dividevano la superficie della sfera in un grande numero di piccole macchie rosso arancio. Questa cosa scomparve pochi secondi dopo ed ebbi la sensazione di vedere una terza palla di fuoco e ora sono convinto che queste fossero tutte la stessa palla di fuoco che vidi in due occasioni separate attraverso new hole in the undercast.

Quando questa "terza palla" scomparve l'intensità della luce diminuì considerevolmente e entro un'altra ventina di secondi la nube iniziò a spostarsi in alto attraverso the undercast. Apparve prima come un paracadute che era stato gonfiato da un grande ventilatore elettrico. Dopo che la calotta emisferica emerse attraverso lo strato di nube si poteva vedere una nube di fumo del diametro pari a 1/3 del "paracadute" collegante la parte bassa dell'emisfero con the undercast. Questa aveva molto l'aspetto di un grande fungo. La struttura emisferica era frastagliata da "linee longitudinali" che andavano dal polo all'equatore. In un altro minuto la regione equatoriale aveva parzialmente raggiunto i poli dando un aspetto appiattito alla parte alta della  struttura. Nei minuti successivi la simmetria della struttura fu rotta dalle correnti dei venti alle varie altitudini così che la forma della nube non si poteva più descrivere in modo geometrico. In circa 8 minuti la parte alta della nube si trovava a circa 40000 piedi così come potevo stimare dalla nostra altezza di 24000 piedi e questa sembrava essere l'altezza massima raggiunta dalla nube. Non potevo sentire l'onda d'urto colpire l'aereo ma il pilota sentì la reazione sul timone attraverso i relativi pedali. Alcuni degli altri passeggeri dell'aereo notarono un urto piuttosto piccolo in quel momento ma non fu per me evidente.

Ho allegato due schizzi della nube che ho fatto nei momenti segnalati. Mr. Glenn Fowler ha fatto parecchi schizzi precedenti allo sviluppo.

L. W. Alvarez

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Luis Alvarez, Premio Nobel nel 1968


Alvarez (in alto a destra) a Los Alamos