SCIENZA A SCUOLA

Esperienze scolastiche


Prospettive di Applicazione della Radioattività Artificiale

Rendiconti dell'Istituto di Sanità Pubblica, vol. I, 421-432 (1938) - Pubblicato su Sapere nel 1939
[ Note e Memorie vol I, pag. 620-621 ]

Lo studio dei fenomeni radioattivi ebbe origine circa quaranta anni or sono con la scoperta di Bequerel delle radiazioni emesse dai sali di uranio. Subito dopo la prima scoperta fu un succedersi di fondamentali ricerche sulla natura delle nuove radiazioni e sulle proprietà chimiche degli elementi che le emettono. Queste ricerche sono legate principalmente ai nomi dei coniugi Curie, scopritori del radio, e di Ernest Rutherford. Per opera di questi pionieri degli studi radioattivi fu precisata la natura fisica dei raggi alfa, beta e gamma e fu riconosciuta l'esistenza di vere e proprie famiglie di elementi radioattivi che vengono generati uno dall'altro per successive disintegrazioni.
Le nuove radiazioni scoperte dovevano ben presto dimostrarsi di eccezionale interesse scientifico non solo quale oggetto di studio in sé, ma anche come metodo potentissimo per investigare la struttura dell'atomo. Infatti le particelle alfa, data la grande energia di cui sono dotate, attraversano gli atomi che incontrano sul loro percorso; essendo cariche elettricamente esse permettono così di studiare le caratteristiche del campo elettrico nell'interno degli atomi e di dedurne la distribuzione delle cariche elettriche interatomiche.[...]


Camera a ionizzazione per le misure di radioattività artificiale
 
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