ARE WE ALONE?

Sostenitori della teoria Copernicana

Il "De Revolutionibus orbium celestium" viene pubblicato il 24 maggio del 1543 nello stesso giorno della morte del suo autore, Nicoò Copernico. Quest'opera, come ampiamente noto, descrive il moto del sistema solare ponendo al centro il Sole e non più la Terra.

I principali sostenitori di questo nuovo modello furono Keplero e Galileo. Il primo introdusse le leggi cinematiche che descrivono il moto dei pianeti attorno al Sole, sostituendo le orbite circolari con orbite ellittiche e ponendo il Sole in uno dei fuochi dell'ellisse. Galileo cercò di dare una base fisica, in senso moderno, alla teoria copernicana.

I sostenitori e divulgatori della teoria copernicana non furono solo scienziati, ma anche letterati che colsero nella nuova teoria una rottura della scuola di pensiero dominante.

JOHANNES KEPLER

Keplero pubblicò testi di astronomia matematica complessi. Quattro anni dopo la sua morte, nel 1634, il figlio pubblicò un'opera intitolata "Somnium", un'opera che intendeva presentare e sostenere la teoria copernicana in forma semplice e divulgativa.
Il protagonista del Sogno, il bambino Duracoto, giunge sulla Luna, e ci fa scoprire i suoi misteriosi abitanti e osservare un cielo diverso, che ha la struttura presentata nella teoria copernicana.
Che lo stesso Keplero non giudicasse il "Somnium" un semplice racconto fantasioso risulta chiaro dalle veementi note apposte al testo e dal fatto che ritenesse quest’opera come responsabile delle persecuzioni che egli subì, insieme alla propria famiglia, negli ultimi anni di vita.

 

 

CHRISTIAAN HUYGHENS

cosmoteorosNegli ultimi anni della sua vita (1629-1695), Christiaan Huygens scrisse un trattato che conteneva le sue riflessioni sulla struttura dell'universo e sull'abitabilità dei pianeti dedotte dalle osservazioni astronomiche mediante i cannocchiali, utilizzati per la prima volta in tale senso da Galilei (Huyghens scoprì infatti la luna Titano attorno a Saturno). Questo testo è intitolato Cosmotheoros.

Ecco la parte introduttiva [da me tradotta da una versione francese]:
Non è possibile, mio caro fratello, che un seguace di Copernico, considerando la Terra che abitiamo come uno dei Pianeti in movimento attorno al Sole e ricevente da esso tutta la sua luce, non si figuri a volte che non sia irragionevole ammettere che, come il nostro Globo, anche gli altri non siano privi di cultura e di ornamenti e nemmeno di abitanti. Soprattutto prestando attenzione a ciò che è stato scoperto nel firmamento dopo Copernico, cioè i Satelliti di Giove e di Saturno, le montagne e le pianure della Luna e molte altre cose che confermano largamente non solo la verità del sistema da lui inventato, ma anche la somiglianza e la parentela della Terra e dei corpi planetari. Mi sovvengono, per darne un esempio, i numerosi ragionamenti che abbiamo fatto al riguardo, quando contemplammo insieme il cielo con i nostri grandi cannocchiali. Siamo tuttavia persuasi di non poter anche sperare che giammai sarà possibile sapere quali sono le opere della natura in queste regioni e che è quindi vano porsi tale domanda. Non ho potuto infatti trovare alcun Filosofo, antico o moderno, che abbia tentato rispondervi. É vero che dall'origine dell'Astronomia, dopo aver compreso che la forma della Terra è sferica e che l'etere la circonda da tutte le parti, alcune persone osano dire che vi sono altri mondi tra le stelle, innumerevoli mondi. Quanto agli autori posteriori come Cusano, Bruno e Keplero, essi hanno senza dubbio attribuito abitanti ai diversi Pianeti, Cusano e Bruno anche al Sole e alle stelle fisse. Ma né gli uni né gli altri hanno apparentemente fatto una seria ricerca su questi abitanti, e la stessa cosa si applica all'autore francese che ha recentemente pubblicato un ingegnoso dialogo sulla pluralità dei mondi (Fontenelle). Alcuni di loro hanno soltanto inventato, per scherzo, alcune favole sui popoli della Luna, le quali non sono più verosimili di quelle di Luciano.
Inserisco tra queste le fantasie di Keplero, che ha voluto divertirci nel suo sogno astronomico. Ma per me, che non mi ritengo più perspicace, ma solo privilegiato per aver cominciato a meditare su questo tema con più diligenza, e aver visto che le strade che portano alla conoscenza di cose così lontane non sono assolutamente precluse, ma che si può avanzare un considerevole numero di congetture verosimili. Mi proposi poi di disporre in buon ordine le dette congetture e di esporle con l'aggiunta di qualche capitolo sul Sole, le Stelle Fisse e le dimensioni del mondo di cui il nostro sistema è una caso molto particolare..... Sulle argomentazioni che qui avanziamo ognuno è libero di esprimere un giudizio.
Ciò che mi sono proposto di provare si baserà principalmente sulla teoria Copernicana e sul fatto che la nostra Terra ne fa parte ...
Ora, se nei Pianeti esiste solo una vasta solitudine e corpi inerti e senza vita, se agli oggetti fa difetto la saggezza dell'Architetto sovrano, essi saranno senza dubbio di molto inferiori alla nostra Terra in dignità e bellezza; ciò che è contrario alla ragione.